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Una memoria sempre più corta

Ho passato una uggiosa domenica di novembre nell'impresa impossibile di mettere un po' di ordine nela stanza che a casa, un po' pomposamente, chiamiamo studio. Sono stato costretto a farlo perché ne andava del mio matrimonio.
Ho tirato fuori dai cassetti e dagli scaffali una miriade di CD-Rom con software vecchio di anni. Poco male pechè si può prendere e buttare tutto, anzi smaltire più che buttare.

Quindi ho fatto delle ordinatissime pile di dischi dividendo per bene il tutto. Ciò che andava smaltito da una parte e poi tanti mucchietti di quello che ho deciso di conservare. E qui viene il bello.
Un bel po' di soldi spesi nel corso degli anni per acquistare diverse opere in CD-Rom che oggi non ne vogliono sapere di funzionare ne' con Vista, ne' con Windows XP.
Da utente abbastanza "scafato" ho pensato che posso recuperare il tutto installando delle virtual machine su Windows Vista in modo da farci girare vecchi sistemi operativi come il DOS, o Windows 3.1 o Windows 95/98.
Vi sta venendo il voltastomaco vero? Viene da pensare "Ma di che cosa sta parlando?" "Virtual machine, sistemo operativi, DOS...". E avete ragione.
Perché a pensarci bene vengono i brividi...
In che modo stiamo trasferendo la conoscenza alle generazioni future? Su supporti che diventano obsoleti nel giro di pochi anni e che fra venti o trenta anni nessuno sarà più in grado di far funzionare?
Sappiamo che i libri hanno restistito per quasi un millennio, ma non sappiamo se così sarà per un CD-Rom, un DVD o quello che sarà che ci avevano garantito per l'eternità. Magari il supporto durerà per tutta l'eternità, ma con che cosa lo leggeremo? Quale sistema utilizzeremo? E quando non saranno più buoni ricominceremo tutto daccapo?
E' spaventoso pensare che la memoria della nostra generazione e di quelle che la seguiranno sarà affidata a supporti che tra una generazione saranno irrimediabilmente superati. E questo vale per le immagini, per i suoni, per tutto ciò che la nostra cultura produce in formato digitale.
Queli le possibili soluzioni?
Si potrebbe pensare alla rete che conserva tutto per noi. I contenuti potrebbero stare su server e potrebbero essere indipendenti dal software o dal sistema che ciascuno di noi ha a casa.
Ma questo implicherebbe un mondo costantemente connesso e soprattutto tutti i contenuti in mano ai pochi che detengono questi immaginifici mega-server... Una specie di super Google conserverebbe tutto per noi e francamente credo che non mi piacerebbe.
Al momento non riesco a pensare a soluzioni...
So solo che, come ha scritto Eco" un libro è finito in se stesso... E' un oggetto già perfetto. Non ho bisogno di altro per poterne godere. Non di una presa di corrente o di una stanza adatta. Posso portarlo in un isola deserta o al bagno o nella foresta amazzonica ed anche lì un libro sarà sempre un libro.
Ma un computer? Un lettore di DVD? Un lettore di e-book?

Il dibattito è aperto.

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